"In tutto ciò che intraprendiamo, e qualunque sia il campo, materiale o spirituale, sono i nostri sforzi che contano. Il Cielo non considera mai i successi, ma unicamente gli sforzi. Riguardo al successo, il Cielo è il solo a decidere, perché tutto quel che facciamo si inscrive in un insieme e deve dunque servire ai piani del Creatore, essere in accordo con quei piani; e forse non è affatto previsto che i progetti ai quali stiamo lavorando si realizzino nel modo in cui noi lo desideriamo. Solo gli sforzi ci appartengono, non il successo.
"L'oscurità può scatenare paure irrazionali: e se apparisse un animale... o un ladro... o un assassino? Essa può essere però anche la causa di un timore razionale: quando non si vede nulla, si corre sempre il rischio di urtare contro un ostacolo, di cadere, di ferirsi. E ciò è ancora più vero nel piano psichico.
Più l'intelligenza e la saggezza aumentano nell'uomo, più egli diventa... non esattamente “timoroso” nel senso in cui generalmente si intende questo termine, ma attento, prudente. E allo stesso tempo anche la sua audacia aumenta, l'audacia intellettuale, mentale: egli diffida di ciò che proviene dall'istinto e dal sentimento, poiché questi possono annebbiargli la vista; ma per ciò che è chiaro e limpido, egli diventa audace.
"Vi sono persone che presentano sempre lo stesso volto impassibile, inespressivo... Come mai non si rendono conto fino a che punto sia sgradevole per gli altri avere sotto gli occhi qualcuno in cui non si avverte mai niente di nuovo, di vivo, di animato? Che noia! Spesso, questo è anche causa di separazione nelle coppie. A forza di vedere nell'altro la stessa mimica, gli stessi gesti, gli stessi atteggiamenti e ascoltare le stesse parole, le stesse banali riflessioni sugli stessi argomenti, alcuni non lo sopportano più e se ne vanno. Chi non sa rinnovarsi non deve stupirsi se alla fine l'altro, stanco di quella monotonia, vada a distrarsi altrove. E la stessa cosa si verifica con gli amici: che piacere si può trovare nel frequentare persone di cui si può prevedere in anticipo che faccia faranno e di che cosa parleranno?
"Esistono persone dotate di facoltà medianiche: captano nell'invisibile delle correnti di forze, delle immagini, dei messaggi. Molti invidiano loro questo dono, senza sospettare tutti i rischi che ciò comporta se queste persone si accontentano di trasmettere messaggi senza porsi domande sull'origine e la natura di ciò che hanno captato. Quelle comunicazioni sono veritiere? Provengono veramente dal mondo della luce? Ecco alcune domande da porsi.
"Armi che favoriscono l'istinto di aggressività, ma anche comodità che favoriscono l'istinto di pigrizia... I ricercatori e gli inventori possono essere felici e fieri di fornire all'umanità tanti mezzi per distruggersi? Quando non stanno annientandosi con le armi, gli esseri umani perdono poco a poco la propria resistenza fisica e le proprie facoltà psichiche a causa di tutti gli strumenti messi a loro disposizione che li dispensano dal compiere degli sforzi. Apparentemente vi è un progresso: sì, gli apparecchi progrediscono, non gli esseri umani! Gli esseri umani, invece, si indeboliscono. Perciò, coloro che riflettono, e anche gli scienziati, cominciano sempre più a dubitare che tutto questo progresso tecnico contribuisca al bene dell'umanità.
"Quanti danni vengono prodotti ogni giorno dalla deplorevole tendenza a trovare sempre qualcosa di negativo da divulgare riguardo agli uni o agli altri! E i giornali, la radio e la televisione non fanno che amplificare tale tendenza. Che piacere si può trarre nel focalizzare a tal punto l'attenzione su ciò che è ridicolo, sciocco o vizioso? Che interesse c'è a frugare nella vita intima delle persone per scoprirvi dettagli scabrosi e poi metterli in piazza per divertire la folla? Non pare, ma questa tendenza che non smette di amplificarsi finisce per minare tutta una società, poiché influenza l'insieme della popolazione. Si farà a gara a chi noterà certi dettagli che poi verranno ingranditi e deformati, scegliendo, per divulgarli, le parole più crudeli. In ogni essere umano si può scoprire qualcosa di riprovevole o ridicolo – in questo non vi è nulla di originale –, ma perché insistere tanto su questo aspetto? La società non ne trarrà giovamento.
"Per tutto ciò che di buono riceviamo nella vita, c'è qualcosa che in un modo o nell'altro dobbiamo dare in cambio, diciamo “qualcosa da pagare”. Per non avere più nulla da pagare, dobbiamo attendere di ritornare definitivamente nell'oceano della vita divina. Quando si è immersi nell'oceano, a chi si dovrebbe pagare? Ma se si esce dall'oceano, per la minima gocciolina c'è sempre qualcosa da dare. Quante volte lo si è potuto constatare! Dopo la gioia viene sempre il dolore, si sa, e in modo più o meno cosciente ci si aspetta proprio questo: dopo una grande felicità, si avverte in maniera confusa la minaccia di un pericolo, come se una legge esigesse una compensazione. Quando nella loro vita sopraggiungono avvenimenti felici, trascorso il primo momento di gioia, certe persone sono preoccupate, e in un certo senso hanno ragione.