domenica 7 dicembre 2014

Parole di verità - alle quali non sfuggiremo mai

Tutte le parole di verità che avete letto o sentito pronunciare riaffioreranno un giorno alla vostra coscienza; anche se le avete trascurate, perché al momento pensavate di avere preoccupazioni più importanti o perché non vi erano gradite, quelle parole si imporranno a voi poiché possiedono una forza: la forza data dalla luce. A vostra insaputa esse si sono incise nel vostro subconscio dove fanno il loro percorso e, prima o poi, quando meno ve lo aspetterete, in occasione di un incontro o di un avvenimento, emergeranno davanti a voi, e non potrete sfuggire loro. Direte: «Ma allora quelle parole di verità non ci lasceranno mai in pace?» Tutto dipende da ciò che intendete per “pace”. Se chiamate “pace” la possibilità di dare libero corso senza discernimento ai vostri pensieri, sentimenti e desideri, non stupitevi se alcune verità che avete sentito presso un saggio, un Iniziato, verranno ad avvertirvi che vi state smarrendo. Quelle verità vi pungeranno anche un po', vi morderanno, vi tireranno i capelli: in questo senso, è vero, non vi lasceranno tranquilli. Ma se le accetterete e prenderete la direzione giusta, non assaporerete altro che la pace e la gioia.

sabato 6 dicembre 2014

Elisir - della vita immortale

Anche quando gli esseri umani hanno smesso di credere agli dèi che nei loro banchetti si nutrivano di nettare e ambrosia, non hanno però mai smesso di interessarsi alla ricerca di un elisir, di una bevanda dell'immortalità, e questo avviene ancora oggi. In realtà quell'elisir è diffuso ovunque, nella terra, nell'acqua, nell'aria e soprattutto nei raggi del sole. È dunque là che possiamo raccoglierlo, imparando a utilizzare con saggezza e amore tutto ciò che il Creatore ha messo a nostra disposizione nella natura. È comprensibile che ciascuno voglia mantenersi in vita e in salute il più a lungo possibile, ma la vocazione dell'essere umano non è quella di rimanere all'infinito sulla terra; prima o poi dovrà lasciare il suo corpo fisico. Si dice che “muore”, ma in realtà continua a vivere: con il suo spirito, egli è vivo. Se aspira all'immortalità, è perché nel profondo ha l'intuizione di essere immortale. È però nel suo spirito che egli è immortale, e non nel suo corpo fisico. La coscienza dell'immortalità, così come la coscienza dell'eternità, è per l'uomo una conquista della vita spirituale. Allora, impari a dare alle proprie attività quotidiane una dimensione più vasta, un significato più elevato, e a poco a poco riuscirà a dissetarsi alle sorgenti della vita eterna.

venerdì 5 dicembre 2014

Valore (Il) - di un essere non lo si misura dai suoi successi / Worth of a person - cannot be measured by their successes / Wert - eines Menschen, wird nicht an seinen Erfolgen gemessen

"Chi prova il bisogno di lavorare per il bene dell'umanità non si domandi se riuscirà o fallirà, poiché tale domanda introduce in lui un'esitazione, un dubbio che lo frena nel suo slancio. Deve lavorare, tutto qui. La storia dei popoli ci insegna che non si può esprimere un giudizio sul valore degli esseri prendendo come solo criterio i loro successi o i loro fallimenti. Quelli che hanno avuto successo non necessariamente sono i più grandi, e quelli che hanno fallito non sono di minore elevatezza. Il loro esempio ha nutrito lo slancio di una moltitudine di altri esseri: sono stati come una semenza, come un lievito; un giorno l'obiettivo verrà raggiunto e ancor meglio di quanto potessero sperare.
Ogni creatura viene sulla terra con una determinata missione e, spesso, coloro che sono incaricati delle più grandi missioni sono destinati a fallire, almeno in apparenza. Essi però hanno preparato il terreno – che è la cosa più difficile – per altri che, beneficiando dei loro sforzi, riusciranno. Perciò, quelli che riportano successi devono pensare con riconoscenza a tutti gli uomini e le donne che prima di loro hanno lavorato affinché quei successi fossero possibili. Quegli uomini e quelle donne hanno fatto dei sacrifici, a volte sono stati anche vittime, ma è possibile che ritornino in un'altra vita per raccogliere il frutto del proprio lavoro."

giovedì 4 dicembre 2014

Riparare ai propri errori - solo questo può liberare chi è colpevole / Amends (making) for one’s mistakes - is the only way for the guilty to be freed / Wiedergutmachung seiner Fehler - nur sie kann den Schuldigen befreien / Reparar sus faltas - el único modo para el culpable de liberarse

"È bene che chi ha agito male riconosca il proprio errore e se ne penta, ma non è sufficiente. Anche se i rimorsi a volte accompagnati dalle lacrime sono una specie di purificazione, per essere perdonati è necessario riparare.
Avete fatto un torto a qualcuno e andate a presentargli le vostre scuse. Se egli le accetta va benissimo, ma vi rimane ancora da riparare ai danni: soltanto allora sarete liberi. Dire a chi avete danneggiato: «Sono dispiaciuto, perdonami...» non è sufficiente, e la legge divina vi perseguirà finché non avrete riparato al male che avete commesso. Direte: «Ma visto che la persona che ho danneggiato mi perdona...» No, non si può risolvere la questione tanto facilmente, poiché una cosa è la persona, altra cosa è la legge. La persona vi ha perdonato, d'accordo, ma la legge però non vi perdona: vi perseguirà fino a che non avrete riparato. Ovviamente chi perdona dà prova di nobiltà e generosità, ma il perdono non risolve la questione: il perdono libera le vittime, coloro che sono stati maltrattati, danneggiati, ma non libera i colpevoli. Per liberarsi, il colpevole deve riparare."

mercoledì 3 dicembre 2014

Gioia - privilegio della nostra natura divina / Joy - privilege of our divine nature / Freude - Privileg unserer göttlichen Natur

"Affinché la gioia non vi abbandoni più, sforzatevi di elevarvi più spesso che potete fino alle regioni dell'anima e dello spirito. Solo l'anima e lo spirito hanno il potere di farvi vivere nello spazio infinito e nell'eternità. A quel punto, anche se foste colpiti da un male, anche se doveste soffrire, provereste ancora gioia.
La sofferenza e la gioia... Direte che non è possibile vivere contemporaneamente due stati d'animo così contraddittori. Sì invece, è possibile. Perché? Perché noi siamo fatti di due nature: una natura puramente umana, che è debole, vulnerabile, e che percepisce sempre in modo doloroso la minima contrarietà, il minimo ostacolo, la minima perdita; e una natura superiore, che nessun male può raggiungere poiché vive in un'eterna luce, un'eterna felicità. Se tutto ciò che vi accade imparerete a osservarlo dal punto di vista della vostra natura superiore, finirete anche per scoprire che la tristezza e il dispiacere sono una specie di limo fertile di cui possono nutrirsi gli alberi e i fiori del vostro giardino interiore per svilupparsi."

martedì 2 dicembre 2014

Silenzio (Il) - riparatore / Silence - recharges our batteries with pure energies

"Resi liberi dai compiti materiali più faticosi grazie all'invenzione di macchine e apparecchi sempre più perfezionati, gli esseri umani dovrebbero avere tutte le condizioni per svilupparsi. E invece li si vede arrabattarsi, esaurirsi, come se si ritenessero in obbligo di adottare lo stesso ritmo delle loro macchine. È necessario per l'economia del paese, o almeno così pare... Allora, mentre l'economia prospera, essi finiscono negli ospedali e nei cimiteri.
Lascino pur funzionare le macchine, ma loro imparino a fermarsi per ricaricarsi di energie pure. Sì, di tanto in tanto, nel corso della giornata, occorre pensare a fare una pausa, smettere di muoversi, di parlare e anche di pensare. Altrimenti, è come lasciare aperti tutti i rubinetti dell'acqua, del gas e dell'elettricità: ben presto non rimane più nulla, tutta l'energia se ne è andata e i serbatoi sono vuoti. L'immobilità e il silenzio servono a riempire i serbatoi. Allora, non appena potete, fermatevi, chiudete gli occhi, fate il silenzio in voi e collegatevi alle sorgenti della vita e della luce. Fisicamente e psichicamente vi sentirete rigenerati e potrete rimettervi facilmente al lavoro."

lunedì 1 dicembre 2014

“Prendere” impoverisce - “dare” arricchisce / Taking - impoverishes, giving enriches / Nehmen macht arm - Geben macht reich /

"Si sentono continuamente persone lamentarsi del fatto che è stato loro sottratto questo, che si deve dar loro quest'altro, che nessuno le ama, che nessuno pensa a loro... E queste persone non solo si sentono povere e sole, ma hanno sempre paura di perdere qualcosa; allora si chiudono senza capire che è proprio quell'atteggiamento di chiusura a isolarle e a impoverirle ancora di più. Dimentichino un po' ciò che a loro manca, si rallegrino di ciò che hanno e imparino a lavorare con quello! Quando si ha la possibilità di abbracciare l'intero universo tramite il pensiero, e di comunicare con tutte le creature luminose che lo popolano, come ci si può sentire poveri e soli? Cos'altro occorre loro per comprendere che sono ricche e appagate, e che hanno anche di che donare agli altri?
Per arricchirsi è necessario aprirsi, donare. Chi prende si impoverisce e chi dà si arricchisce. Perché “dare” significa risvegliare in sé forze sconosciute che sonnecchiavano da qualche parte nelle profondità: quelle forze cominciano a scaturire, a circolare, e ci si sente talmente colmi da rimanerne stupiti. Ci si chiede: «Ma come è possibile? Ho dato, ho dato... e sono più ricco...». Sì, ed è questa la nuova vita!"